Mar. Ott 27th, 2020

Il Giro d’Italia diventa bello.

Arrivano le montagne e tra i molti che proveranno a usarle per attaccare il favorito – lo sloveno Primoz Roglic – c’è Vincenzo Nibali.

«Se hai scoperto il ciclismo negli ultimi due giorni, guardando il Giro d’Italia, per favore non demordere. Resta con noi, non è sempre così». L’ha scritto ieri su Twitter il giornalista Richard Moore, dopo due tappe lunghe e piatte, finite in volata. Il Giro d’Italia è iniziato l’11 maggio e le sue prime 11 tappe su 21 totali non sono sempre state piatte e con arrivi in volata, ma di certo non state davvero memorabili. Tradotto: non ci sono state grandi salite. I corridori non hanno mai superato i mille metri di altezza e quindi la “lotta per la maglia rosa” ha riguardato soprattutto le due tappe a cronometro di Bologna e San Marino; ma le tappe a cronometro, per quanto piacciano agli appassionati, non è che scaldino particolarmente i cuori. Da oggi le cose iniziano a cambiare: nel pomeriggio c’è la prima vera salita del Giro e nei prossimi giorni arriveranno tante dure tappe di montagna.

Il Giro fin qui
Per chi dovesse arrivare ora, si fa in fretta a fare il punto: i velocisti si sono spartiti in modo più o meno equo le tappe pianeggianti (molti dei favoriti hanno vinto una tappa e nessuno ne ha vinte più di due) e ora quasi tutti si ritireranno, perché (fatta eccezione per una tappa della prossima settimana) restano praticamente solo tappe di montagna, da scalatori. Da qualche giorno la Maglia rosa, il simbolo del primo posto in classifica generale, la indossa Valerio Conti, ciclista romano di 26 anni. L’ha conquistata qualche giorno fa grazie a una fuga e la sta difendendo molto bene; proverà a tenerla il più possibile, ma non è un vero scalatore e quindi prima o poi la perderà.

Fin qui Conti è stato il più veloce a percorrere i quasi duemila chilometri di strada delle prime 11 tappe, in poco più di 45 ore complessive. Il vero favorito per la vittoria finale è però lo sloveno Primoz Roglic, che ha 29 anni e ha vinto le due tappe a cronometro ed è secondo in classifica con un paio di minuti di ritardo da Conti, ma con un paio di minuti di vantaggio su quello che al momento sembra essere il suo principale rivale: Vincenzo Nibali. Ancora più dietro, con due, tre o quattro minuti di ritardo da Roglic ci sono altri scalatori e pretendenti alla maglia rosa. Uno dei favoriti, l’olandese Tom Dumoulin, vincitore del Giro del 2017, si è ritirato dopo una brutta caduta nella quarta tappa.

Roglic contro tutti?
Da oggi fino a sabato 1 giugno il canovaccio dovrebbe essere, per Nibali e gli altri uomini di classifica, provare ad attaccare Roglic e recuperare i minuti di distacco su di lui. Anche perché domenica 2 giugno l’ultima tappa del Giro, a Verona, sarà a cronometro: e fin qui Roglic ha vinto entrambe le tappe a cronometro, guadagnando lì gran parte del suo vantaggio sui rivali. Insomma: ci sono tante montagne e tanti corridori che proveranno a usarne le salite e le discese per attaccare Roglic, recuperare il distacco e guadagnare almeno uno o due minuti, che lui potrebbe recuperare nella cronometro di Verona. Problema: Roglic è fortissimo a cronometro ma va davvero forte anche in salita, ed è pure uno dei migliori discesisti del gruppo. Se il ciclismo lo seguite sporadicamente forse vi starete chiedendo chi è questo Roglic. Fa il ciclista dal 2012, perché prima faceva il saltatore con gli sci. Negli ultimi anni ha fatto enormi miglioramenti ma ancora non ha mai vinto né il Giro d’Italia né la Vuelta di Spagna o il Tour de France (i tre Grandi giro del ciclismo).

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